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Hotel selezionato per voi nelle Dolomiti:![]() |
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Le località: Val Badia
ColfoscoProtetto dall’imponente massiccio del Sella e dalle montagne del Cir e del Sassongher, Colfosco, situato all’estremità meridionale del Parco Naturale Puez – Odle, è il centro abitato più alto dell’Alta Badia. Caratteristica di questo incantato paesino è la sua pittoresca chiesa gotica risalente al 1420, motivo classico della fotografia dolomitica.![]() Le dolci primavere e le estati miti, ricche di sole fanno di Colfosco una meta ambita. Pur trasformandosi negli anni gradualmente in un rinomato centro di villeggiatura, Colfosco ha conservato intatta la sua fisionomia alpina abbinando le esigenze di un centro turistico di grido ad un impatto ambientale ridotto al minimo indispensabile. CorvaraAdagiata in un‘ampia e soleggiata conca ai piedi del massiccio del Sassongher, Corvara può a ragione essere definita la culla del turismo in Alta Badia. Già nella seconda metà del 18. secolo alcuni giovani del posto iniziarono a scalare le montagne vicine ed a condurvi i primi turisti – a quell‘epoca chiamati “forestieri”.Strutture ricettive e ricreative di alto livello e la professionalità degli operatori turistici hanno portato Corvara a diventare una stazione turistica tra le più ambite dell‘arco alpino. Da non perdere l’indimenticabile panorama che si gode dall’altipiano del Pralongià: dalla Marmolada alle vette austriache, accarezzando le maestose vette dolomitiche. La VillaÈ il paese più centrale dell‘Alta Badia, ai piedi del Gardenazza e del Piz La Villa, dominato dal „Ciastel Colz“, antico maniero situato nella parte storica del paese dove si trova anche la chiesa.Resa famosa dallo svolgimento sulla "Gran Risa" della gara di sci di Coppa del mondo che ormai da 10 anni la pone al centro dell'attenzione internazionale, mantiene una posizione centrale e di riferimento rispetto alle altre località. I prati del fondovalle, che mitigano l’imponenza suggestiva dei bastioni dolomitici, conservano ancora chiaramente visibili le tracce degli antichi insediamenti rurali, le “viles”. Dotato di accoglienti strutture alberghiere il paese è man mano diventato una meta ambita del turismo internazionale.
San CassianoIn questo piccolo paese, ai piedi delle maestose pareti delle Conturines, del La Varella, del Settsass e del Lagazuoi la realtà montana è riuscita a fondersi con le esigenze del vacanziere. S. Cassiano vanta infatti una ricca tradizione alberghiera con un elevato numero di hotel a 4 stelle. Circondato da uno splendido paesaggio dolomitico, S. Cassiano è un centro turistico molto amato sia in inverno che in estate.Molto suggestiva la località Armentarola, in inverno paradiso dei fondisti ed in estate punto di partenza per suggestive passeggiate in mezzo al verde. PedracesProtetto dal maestoso Sasso S. Croce, che al calar del sole di tinge di rosso (fenomeno chiamato in ladino „Enrosadira“) il ridente paesino di Pedraces ha mantenute intatte le sue caratteristiche di semplicità e genuinità alpina.Pedraces è la meta ideale per chi preferisce soggiornare in ambienti familiari con una cucina semplice e saporita, rifuggendo dalla mondanità. Per le sue bellezze paesaggistiche, naturalistiche e per la sua atmosfera romantica Pedraces è consigliabile sia per il soggiorno invernale che per quello estivo. „Emblema fotografico“ del paese è la chiesetta di S. Croce, luogo di pellegrinaggio che risale al 1500. La Valle/ La ValLa Valle, un piccolo e tranquillo paesino arroccato su di un verde pendio dista a soli 9 km dagli altri due comuni dell'Alta Badia. Alle pendici dei profumatissimi prati dell'Armentara e ai piedi del Sasso S. Croce, in uno scenario di rara bellezza offre la possibilità di un soggiorno quieto e pacifico nell'accogliente ospitalità di confortevoli strutture alberghiere di vario genere.Diversi masi della zona adibiti ad agriturismo, inoltre, offrono l'opportunità di una vacanza alternativa a stretto contatto con la natura. San Martino in BadiaSan Martino in Badia (1.127 m), Antermoia (1.515 m) e Longiarù (1.396 m), tre affascinanti paesini incastonati in stupende valli di montagna in Val Badia e circondati dai Monti Pallidi, le Dolomiti.Non a caso San Martino viene definito la culla della cultura ladina. Infatti qui hanno sede l’Istituto Ladino "Micurà de Rü" ed il museo Ladino "Ciastel de Tor" (Museum Ladin). Avrete la possibilità di conoscere i Ladini, la loro storia, cultura e cucina.
Invece agli amanti degli sport invernali consigliamo una visita ad’Antermoia dove troverete un piccolo centro sciistico ideale soprattutto per famiglie ed una pista da slittino dal Passo delle Erbe fino in paese. RinaSituato 3 km da Longega, sui pendii soleggiati del Col dla Vedla. Rina è famosa per la sua straordinaria vista panoramica. Una delle case più antiche del paese, del XIV secolo. L’ingresso è ad arco tondo e sulla porta sta incisa la data 1614.San Vigilio di MarebbeCon i suoi 161,34 km² il comune di Marebbe è il più esteso dei cinque comuni della Val Badia, di cui occupa la parte più a nord confinando con altri nove comuni.Il territorio marebbano parte dai 950 m sopra il livello del mare (Peraforada/ Longega) per raggiungere e superare i 3.000 m nelle cime più alte nel regno di Fanes. Mentre S. Vigilio è diventato negli ultimi decenni un noto centro di villeggiatura prevalgono ancora oggi nelle rimanenti due frazioni, cioè a Pieve di Marebbe e a Rina, l’agricoltura e l’artigianato. Il turismo, cosiddetto mite, non di massa, che lentamente vi sorge offre ai loro ospiti un soggiorno tranquillo e distensivo in mezzo a verdi prati e stupendi boschi, legato all’agricoltura e alla natura. Un' amena località a 1200 m, che si allunga in un ampio fondovalle, circondata dalla ghirlanda delle Dolomiti ed immersa nel paradiso della natura. E tutt'attorno le aree protette: Fanes, Sennes, Braies. In una natura che rispecchia in sé l'immagine della bellezza. San Vigilio di Marebbe. Ridenti frazioni completano il paesaggio: Rina, Longega e Pieve, con masi di raro splendore.
WEBCAM Pieve di MarebbeSituato 4 km da S. Vigilio, sulle pendici del Plan de Corones. Qui si trova la chiesa più antica della Val Badia, citata per la prima volta in una fonte del 1018. Oggi la popolazione si dedica sopratutto all’agricoltura. |
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