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Da visitare: Val BadiaPic Museo Ladin A San Cassiano si trova il "Pic museo ladin" che raccoglie alcune delle più significative testimonianze della storia, della cultura e della tradizione della Val Badia. Trovate esposto uno scheletro del famoso "ursus speleus" ritrovato nella grotta delle Conturines, una raccolta di fossili di cui la zona dolomitica é assai ricca (fossili di origine sedimentaria e corallina) e una numerosa rappresentazione di attrezzature ed utensili artigianali locali.Tel. 0471 849505 - 849408 orario: da martedì a venerdì dalle ore 16.00 alle ore 19.00 domenica dalle ore 16.30 alle ore 19.30 La casa del Beato Giuseppe Freinademetz a OiesA Pedraces - località Oies, si trova la casa natale del Santo Giuseppe Freinademetz, venerato non solo dagli abitanti della Val Badia, ma di tutto l'Alto Adige e dintorni.Oies si può raggiungere lungo la "Via Crucis" che parte dalla canonica di San Leonardo/Pedraces oppure partendo da La Villa/loc. Cianins attraverso i prati per il sentiero che passa dai masi Fistì e Larzonei. Il primo miracolo certo e documentato di Padre Freinademetz risale al 1939, ma solo nel 1975 Papa Paolo VI lo proclamò Beato ed Papa Paolo II lo ha proclamato Santo il 5 di ottobre 2003. L'ospizio S. CrocePer gli amanti delle passeggiate un itinerario davvero speciale, immerso in una natura mozzafiato ai piedi del monte S. Croce, nel Parco Naturale di Fanes - Sennes - Braies. Si tratta del sentiero che da S. Leonardo in Badia conduce al luogo di pellegrinaggio di S. Croce, a quota 2.045 m dove è possibile chiedere l'indulgenza plenaria durante l'anno santo. Il santuario di S. Croce è infatti una delle 13 tappe altoatesine proposte dalla diocesi di Bolzano/ Bressanone in occasione del giubileo. Dalla chiesa decanale di S. Leonardo, costruita in splendido stile rococò, si sale verso i masi di Pransarores (sentiero nr. 7), Rainé e Cianacëi. Attraverso un bosco di larici si arriva alla stazione a monte della seggiovia S. Croce. I meno allenati possono naturalmente salire con l'impianto. Da tale punto il sentiero prosegue fino al santuario e all'ospizio, percorrendo la via crucis.
"Viles Ladines"La "vila" è il più antico e tipico insediamento umano della Val Badia e trae le sue origini dalla "tambra" retica ovvero la prima testimonianza di baita alpina.Le "viles" sono dei piccoli agglomerati di abitazioni che, costruite secondo modalità ben precise, fondevano insieme due diversi modi di vivere: quello più aperto e sociale introdotto dai romani insieme a quello più chiuso ed isolato tipico delle popolazioni retiche e Bajuvare. Si presume che inizialmente la vila fosse abitata da un solo nucleo familiare e che in seguito si sia ampliata con l'annessione di altre famiglie. Ogni nucleo familiare appartenente ad una vila possiede due edifici ben distinti: la "ciasa", ovvero l'abitazione vera e propria dove gli alloggi sono situati al piano superiore, mentre il semiinterrato viene occupato dalla cantina, dal magazzino e da un laboratorio. Spesso collegato da un passaggio aereo ed intervallato alla vila da un praticello si trova la "majun", ossia il fienile dove al pian terreno troviamo la stalla e sopra il fienile vero e proprio chiamato "tablé", il quale si protrae oltre i muri della stalla ed è circondato da un ballatoio-essicatoio. Una particolare attenzione agli splendidi intagli ornamentali nel legno, spesso di antichissima origine simbolica, i quali rappresentano un'anomalia, in quanto l'intaglio del legno non faceva parte dell'antico patrimonio culturale badiota.
Si puó, quindi, intendere la grande importanza che la vila riveste nel campo sociale: essa infatti non si limita ad essere un insieme di abitazioni ma una comunità basata sulla solidarietà e fraternità, dove è ancora ben riconoscibile un giusto equilibrio tra uomo ed ambiente. La sopravvivenza delle viles fino ai giorni nostri è stata indubbiamente facilitata dall'antica regola del "maso chiuso" ancora vigente in tutto l'Alto Adige, per cui la proprietà agricola spetta unicamente al figlio maggiore. ![]() La chiesetta di S. Barbara – La ValLa chiesetta di S. Barbara, audacemente aggrappata alla cresta di un dosso, ad una mezz’ora di cammino dal centro di La Valle, venne eretta dai minatori che in Valparola trattavano i minerali estratti sul Monte Pore.Di particolare valore storico-artistico è la Crocifissione in aperta campagna, raffigurata sulla parete esterna, come anche le numerose pitture all’interno. Museum Ladin - Ciastel de TorNel 1996 la Provincia autonoma di Bolzano ha acquistato castel Tor, allo scopo di allestirvi un museo provinciale. Il castello, denominato 'Museum Ladin Ciastel de Tor', è dedicato alla cultura e alla storia del gruppo etnico ladino.La sua storia ci riporta al XII secolo, quando era il centro del giudizio 'Thurn an der Gader'. Il museo contribuisce fortemente alla divulgazione della storia dei 'Ladini delle Dolomiti': discendenti dell'antica popolazione romanizzata che abitava in questo territorio, costituiscono il più antico dei tre gruppi linguistici viventi in Alto Adige. Grazie agli strumenti multimediali, il visitatore può avvicinare la lingua, la cultura e la storia della popolazione ladina del territorio dolomitico.
Ciastel de Tor Via Tor, 72 39030 San Martino in Badia Tel. 0474 524020 - Fax. 0474 524263 e-mail - homepage La chiesa di Pieve di MarebbeLa colonizzazione della Val Badia avvenne da Nord e Pieve di Marebbe fu sicuramente il primo centro abitato. Caratteristico è il centro del paese con le poche case appollaiate attorno alla chiesa con il suo alto campanile gotico (56 m) che sovrasta e domina tutt'intorno. La chiesa di Pieve deve essere considerata la chiesa madre, in quanto da essa soltanto dipendeva la vita religiosa dell’intera valle.![]() La chiesa odierna è una costruzione barocca di considerevole bellezza a forma di croce. Particolarmente bello e storicamente interessante è l'altare maggiore, di stile rinascimentale, costruito in adempimento di un voto fatto nell’anno della peste 1636. Al centro si può ammirare la miracolosa statua della Madonna (Santa Maria d'La Pli). Dal 1700 al 1914 il decanato ebbe la sua sede a Pieve di Marebbe. Non solo per la popolazione di Marebbe e della Val Badia, ma anche per i fedeli della limitrofo Pusteria la chiesa di Pieve di Marebbe è sempre stata ed è tuttora una meta di pellegrinaggio molto frequentata. Catarina LanzDurante i combattimenti contro le truppe francesi di Napoleone si fece onore la giovane ragazza di Marebbe Catarina Lanz, nata a S. Vigilio di Marebbe nel 1771. A 26 anni, cioè nel 1797, combatté valorosamente a Spines, in un paesino nei pressi di Bressanone, armata di una sola forca, difendendo coraggiosamente la chiesetta e il cimitero circostante dalla profanazione. La statua, fusa in bronzo, che si trova nel centro di San Vigilio e che ricorda l’eroina di Marebbe è un'opera dello scultore ladino Otto Irsara, di Badia.
Val di Morins - "Valle dei Mulini"A Longiarù, una frazione di San Martino in Badia, esiste un percorso di visita della "Val di Morins" - I mulini sul rio Seres.L'itinerario, tra le 2 viles di Seres e Miscì, porta agli 8 mulini lungo il rio Seres. Partenza dal ponticello sul rio Seres e dal primo mulino, si percorre il torrente dove si trovano gli altri mulini. Durante il percorso si può visitare anche le 2 viles Seres e Miscì, insediamenti rurali tra i più caratteristici ed interessanti della Val Badia. Parco naturale di Fanes- Senes- Braies e Centro VisiteIl Parco Naturale di Fanes- Senes- Braies è con i suoi 25.680 ettari il terzo per estensione tra i parchi naturali provinciali. Il paesaggio, tipicamente dolomitico, è caratterizzato dalla presenza di estesi altipiani che si estendono ben oltre il limite della vegetazione arborea, da estese foreste e da splendidi laghi. Il parco risulta di grande interesse scientifico per la complessa geomorfologia, che lo caratterizza. Come in nessun´altra zona delle Dolomiti infatti la geomorfologia di Fanes, Senes e Fosses è fortemente caratterizzata dai fenomeni del carsismo, con tutte le sue forme più caratteristiche, campi carreggiati, fenditure, pozzi e doline, in cui spesso si formano laghi perenni o più frequentemente temporanei.
Si verrà quindi introdotti nel magico mondo delle saghe ladine, si tornerà indietro nel tempo vistando la grotta dell’orso delle caverne e si conosceranno le forze che hanno plasmato e modellato le nostre montagne. Al visitatore sarà inoltre possibile l´immersione in alcuni degli ambienti vegetali più caratteristici del parco e dentro enormi terrari si potranno osservare anfibi e rettili, piccoli ospiti delle nostre foreste. Infine una sezione giochi ed un percorso botanico esterno al centro, aiuteranno i più piccoli a riconoscere le orme degli animali, a vedere il mondo al microscopio, a ricercare i resti fossili dell’orso ed in generale ad interagire con la natura in maniera divertente. Il centro rimane aperto da maggio a inizio ottobre e da dicembre a fine marzo: Ma – Sa: 9.00 - 12.00 e 15.00 - 18.00. |
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