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Escursioni in mountainbike: livello impegnativoVal di FanesL'itinerario è uno dei più suggestivi e prende inizio poco dopo Fiames, prendendo il sent.10 con indicazione per Pian de Loa, e quindi per Cascate di Fanes. Questo primo tratto è piuttosto ripido e costante, ma vale per lo spettacolo offerto dalle acque tumultuose del Rio Fanes. Il sentiero prosegue con meno asperità in una zona di pini mughi, dove si incontrano numerose pozze d'acqua formate dal corso del torrente. La forte salita riprende per un tratto, prima del bivio alla Malga di Fanes Grande. Da questi pascoli popolati da numerosissime marmotte, si procede a DX lungo il sent.11/Alta via delle Dolomiti n.1, direzione Lago di Limo e Rif. Fanes. Il paesaggio qui è costellato da laghetti limpidi e vette magnifiche, tra cui il famoso Sass de la Crusc. Tempo medio di percorrenza: h. 8.00 Fiames (1314) Case. di Fanes (1615) km 3 Casc. di Fanes (1615) Lago di Limo (2159) km 6 Lago di Limo (2159) Rif. Fanes (2060) km 1 Tot. km 10 Val Gotres - Rif. Sennes - Val di Fanes Se è vostra intenzione fare l'itinerario completo, piuttosto lungo e impegnativo (consigliabile in due giorni), è opportuno lasciare un automezzo all'entrata del Parco delle Dolomiti d'Ampezzo, poco dopo Fiames, ed utilizzarne un secondo per raggiungere l'attacco della prima tappa, sulla SS51 al km 117, nei pressi della ex-polveriera di Cimabanche. Qui trovate a SX una mulattiera (sent.8) che sale costante verso il bosco di Val di Gotres, incassata tra le cime della Croda der'Ancona e della Croda Rossa. Dopo un tratto in pendenza il paesaggio cambia, e si apre ai pascoli di Forcella Lerosa, per scendere poi con una discesa impegnativa a quelli di Ra Stua. In questa zona sono visibili numerose opere militari risalenti alla Prima Guerra Mondiale. Procedendo lungo il sent.6 si arriva al bivio di Campo Croce. Qui svoltate a DX per la Val Salata (sent. 6). É un tratto molto duro e ripido e il fondo ghiaioso, fate attenzione. Poco prima di arrivare al Rif. Sennes svoltate a DX per il Rif. Biella, che sorge alle pendice della Croda del Becco. Da qui si può tornare al Rif. Sennes lungo un sentiero ricco di saliscendi, con picchiata finale verso l'agognato riposo (sent.6). Vista la lunghezza dell'itinerario consigliamo di pernottare in uno di questi rifugi che si trovano più o meno a metà strada cosi da godere pienamente dello splendore di queste montagne e del loro magico silenzio. Fissando ipoteticamente la prima tappa al Rif. Sennes, ripartiamo da qui il giorno dopo alla volta del Rif. Fodara Vedla (sent.7), e poi con una discesa impegnativa su strada sterrata (l'ultimo tratto con pendenza oltre il 20%) al Rif. Pederù (sent.9/7). Questa zona è raggiungibile anche in auto da San Vigilio di Marebbe. L'itinerario procede ora verso il passo di Limo, in un paesaggio costellato da laghetti e vette tondeggianti (sent.7/alta via delle dolomiti n.1). Prima di arrivare al lago di Limo troviamo il Rif. La Varella e il Rif. Fanes. Il passo di Limo traccia congiunzione con la Val di Fanes: una lunga e piacevole discesa verso la conca d'Ampezzo (vedi itinerario n.7/sent.10). Questo tratto è caratterizzato da una varietà di scenari che spazia dai pascoli bucherellati dalle tane di marmotta, a laghetti e falsopiani, a passaggi stretti tra i pini mughi, al fitto bosco che custodisce la cascata di Fanes. Poco dopo la cascata troverete l'abisso di Ponte Outo (sent.10), per poi scendere dolcemente verso il Pian de Loa, nei pressi dell'entrata del Parco Naturale delle dolomiti d'Ampezzo (loc. Fiames). Tempo medio di percorrenza: 2 giorni Cimabanche/km 117 (1512) F.la Lerosa (2020) km 4.5 F.la Lerosa (2020) Ra Stua (1668) km3 Ra Stua (1668) Rif. Biella (2327) km 8 Rif. Biella (2327) Rif. Sennes (2216) km 3 Rif. Sennes (2216) Rif. Fodara Vedla (1966) km 2 Rif Fodara Vedla (19RR) Rif Pederù (1548) km 2 Rif. Pederù (1548) Rif. Fanes (2060) km 5 Rif. Fanes (2060) P.so Limo (2159) km 1 P.so Limo (2159) Casc. di Fanes (1615) km 6 Casc. di Fanes (1615) Fiames (1293) km 5 Tot. km 39 Carbonin - Prato Piazza Partenza pochi metri prima del Residence Ploner, bella costruzione in stile tirolese, tra il km 120 e il km 121 della SS51, in località Carbonin. Il sent.37 (sterrato) si trova a SX, provenendo da Cortina, e si snoda lungo la Val di Specie. La salita è costante ma senza particolari difficoltà. Dopo la prima parte boschiva si arriva a quella dei pascoli di Prato Piazza, sede dell'omonimo rifugio. L'altopiano è suggestivo e ispira una piacevole sosta dopo la fatica della salita. Tempo medio di percorrenza: h. 2.00 Carbonin (1451 ) Prato Piazza (1991 ) km 8.5 Misurina - Monte Piana Percorrendo la SS48B che porta al bivio per le Tre Cime di Lavaredo, nei pressi del campeggio, si segue l'indicazione per il Rif. Angelo Bosi (sent.122), che si trova alla fine della cresta del Monte Piana. La salita è costante, la strada è percorribile dagli automezzi autorizzati. Si potranno vedere, una volta giunti sulla cima, numerosissime opere risalenti alla grande guerra, che in questa zona fu più aspra che mai: trincee di prima linea, in condizioni climatiche molto avverse. Tempo medio di percorrenza: h. 2.00 Lago di Misurina (1750) Rif. Angelo Bosi (2205) km 6 5 Torri Tour Lungo la SS48, direzione Passo Falzarego, al km 112, troverete a SX una sbarra sopraelevata posta ad impedire il passaggio di camper e roulotte. Si prende questa strada asfaltata, segnata 439 (fuori stagione percorribile da automezzi), che sale costante fino al Rifugio 5 Torri. Questa è la base preferita da alpinisti e freeclimbers, che adottano i 5 pinnacoli rocciosi come palestra di roccia attrezzata. Merita fare un giro sotto le pareti per ammirare l'abilità e la forza di questi appassionati. Tra i prati si scorgono numerosi sentieri in terra battuta che portano alle torri e verso il Rif. Scoiattoli, a SX. Un consiglio: non andateci dopo un periodo di pioggia, i sentieri saranno terribile fango rosso (sent.437/439). Dal Rif. Scoiattoli si può proseguire per il Rif. Averau (sent.439), risalendo la pista da sci a SX. Attenzione: il sentiero è percorso da jeep autorizzate. Vale la pena però salire per la splendida vista e l'ottima cucina che offre questo piccolo rifugio. Tempo medio di percorrenza: h 2.30 SS.48/km112(1732) Rif. 5 Torri (2137) km 4 Rif. 5 Torri (2137) Rif. Averau (2413) km 1.5 Tot km. 5.5 Belluno - Costa Legner Il punto di partenza si trova all'inizio del Piazzale del Nevegàl (q. m. 1025) vicino alla baita sede della Scuola Italiana Sci. A destra di quest'ultima prendere la stradina sterrata in salita Poche decine di metri più avanti girare a sx, proseguire 30 m. ancora e quindi al bivio prendere a dx (km.0,1). Qui inizierà un tratto asfaltato in salita che, dopo ca. 300m. presenterà un durissimo ma breve strappo (pendenza 30%). Alla fine di quest'ultimo si incontrerà un tratto in cemento anch'esso impegnativo (km. 0,5). Proseguire sullo sterrato piuttosto faticoso e disagevole, in salita, fino a giungere al Ristoro "Da Giuliano" aperto generalmente durante la stagione sciistica. Si continua dritti in piano verso la sbarra di legno (km 1,2, q.m.1180) e, quindi, in leggera discesa fino ad inoltrarci per "Costa Legnèr", dentro un bosco di abeti e larici. Da qui, per un buon pezzo si procederà senza fatica e difficoltà particolari. Continuando si scorgerà alla nostra dx un piccolo casolare ristrutturato: è capanna "Legnèr", oggi in uso al Corpo Forestale (km 3,2, q. m. 1174). Arrivati alla fine della strada sterrata si prende il piccolo suggestivo sentiero a sx in leggera discesa (km. 3,6) che vi porterà ad intersecare la bella mulattiera erbosa che si diparte da "Fossa Grande" (km. 4,1, q.m.1150). Girare a dx in discesa. Un po' più avanti (km 4,4, q. m. 1089) si incontra una deviazione che si dirama a sx. Ignorare quest'ultima e proseguire dritti in discesa. La pendenza si fa più marcata e tecnica e in un paio di tratti con fondo dissestato e pietroso: fate attenzione! Procedete lentamente, abbassate la sella, indossate casco e guanti! Una volta giunti alla stradina asfaltata (km.5,7) girare a dx in discesa. Dopo alcuni tornanti si perviene ad un bivio (km 6,2, q.m.879) con una fontana (acqua potabile). Girare nuovamente a dx. Qui sorge la frazione Caviole di Ronce con un bar ristoro (posto telefonico). Si prosegue senza difficoltà su strada sterrata compatta fino a giungere al ponte che attraversa Val Bruna (km. 6,8, q. m. 876). Attraversarlo, continuare in leggera salita, poi su falsopiano tenendo sempre la via principale. Percorsi quasi 2 km., in corrispondenza di un tornante asfaltato ( km 8,7, q.m. 947), prendere lo sterrato lasciando alla nostra sx il tetto di due casolari. N.B.: A questo punto è possibile un ritorno abbreviato proseguendo sulla strada principale asfaltata. Poco dopo (km 9,2, q.m. 948) si arriva ad un bivio. Prendere a dx in salita lo sterrato fino al piccolo altipiano sovrastante e, girando a dx (km 9,4, q.m. 961) continuare salendo ancora. Ci si inoltra subito dentro un boschetto di abeti pedalando su una larga mulattiera finché, poco più avanti, si giunge ad un bivio (km 9,7, q.m.990). Girare a sx sempre in salita. Dopo aver oltrepassato una bella radura con un grosso abete ed una casera alla nostra dx, si prosegue sempre dritti costeggiando più avanti una villetta alla nostra sx fino a giungere, in prossimità della nuova chiesa, alla strada asfaltata (km 10,5). Girare infine a dx e ritornare al punto di partenza. (km 12 ca.). Alleghe - Civetta in Mountainbike Da Alleghe per Piani di Pezzè per strada asfaltata, da qui a mezzo seggiovia si sale fino al Col dei Baldi per poi scendere su strada sterrata alla Malga Belamont, proseguendo si raggiunge il Bivio per Forcella Staulanza. Da Forcella Staulanza in discesa su strada statale passando per Pescul, S.Fosca, Selva di Cadore, Caprile ed Alleghe. Quota massima: 1922 m Comune: Alleghe Notizie utili: Scuola Italiana Mountain bike Alleghe Tel. 0437.523527 Comprensorio del Civetta in Mountain bike: km 25. Periodi consigliati: Estate Forcella San Tomaso Da Alleghe fino alla frazione di Avoscan per strada statale e poi per strada vecchia si raggiunge Cencenighe e da qui si sale per la strada della Val del Biois fino a Vallada dove al bivio si gira a destra e sempre per strada asfaltata si raggiungono i villaggi di Cogui-Sacchet e quindi girando a destra si percorre la mulatteria (a tratti asfalto a tratti sterrato) per la Forcella di San Tomaso. Quindi per strada sterrata a destra, in discesa si passa per Celat Capoluogo dei comune, discesa su strada asfaltata fino ad Avoscan e finale in salita per Alleghe. Quota massima: 1367 m Comune: San Tomaso Agordino Attrezzatura e preparazione necessaria: Specifica per mountain bike - buon allenamento Periodi consigliati: 20 giugno - 20 settembre Forno di Zoldo - Forc.Moschesin - Forno Partendo dall'abitato di Forno di Zoldo, si attraversa il ponte sul Maè, si prosegue poi verso la frazione di "Tain", luogo ove inizia la salita. Vi è un breve tratto iniziale largo poco più di un sentiero, dopodiché ci si trova a percorrere una stradina sterrata che costeggia il torrente Prampera. Un breve tratto pianeggiante è seguito da una rampa assai impegnativa, che porta in località "Castelaz"; qui vi sono delle baite e la strada si congiunge con quella che si può definire principale, che porta a Pramper. Successivamente ci sono due tratti asfaltati. Il percorso è comunque molto vario durante il suo intero sviluppo; tratti molto impegnativi (mai comunque al limite) si intervallano da altri pianeggianti, che permettono un buon recupero al ciclista. Così come le pendenze sotto le ruote cambiano di continuo, anche gli scenari che appaiono agli occhi del ciclista sono molto diversificati, sempre molto suggestivi. 500 metri prima di giungere in località Pramper, luogo ove si può visitare l'omonima malga, sulla destra ha inizio la seconda parte di percorso, quella che porta alla forcella Moschesin, meta dell'escursione. D'ora in poi non troveremo più una strada sterrata, ma un sentiero in terra battuta (a parte alcuni brevi tratti di ghiaione). La pendenza sarà ora pressoché costante, ma più impegnativa di prima. L'ultimo tratto prima di raggiungere la vetta, richiede notevoli doti di equilibrio e di efficienza fisica, in quanto presenta dei tornanti molto stretti e ripidi. L'ambiente è mutato nuovamente. Ci si trova in una zona di mughi, posizionata in modo tale da sovrastare la valle di Pramper. In lontananza si possono vedere alcune frazioni di Forno di Zoldo. Di qui, volendo, si può lasciare la bicicletta ed in circa 30' raggiungere l'incantevole valle di Pramperet. Il ritorno prevede di ripercorrere in discesa lo stesso tracciato della salita. Quota massima: 1940 m alla forcella Comune: Forno di Zoldo Lunghezza km 20 Tempo di percorrenza 2 ore per un buon ciclista - 4 ore occasionale Dislivello: 1000 m Attrezzatura e preparazione necessaria: buon allenamento |
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