Itinerari con le ciaspole tra le Dolomiti

Percorsi con le racchette da neve tra le Dolomiti d’Ampezzo

Le cascate di Fanes (Durata: 4 – 4,30 h; livello: difficile)

Le cascate di Fanes sono raggiungibili seguendo la strada SS 51 di Alemagna, nei pressi di Cortina d’Ampezzo, in direzione Fiammes. Superata di alcuni km quest’ultima, dopo un tornante, troverete un parcheggio sulla sinistra. L’escursione inizia dietro la recinzione del posteggio e dovrete seguire un sentiero che scende fino a un ponte, dove troverete una pista per lo sci di fondo. Proseguite verso Pian de Loa, superate il torrente Ru de Fanes e il monte Taburlo e seguite le indicazioni per la cascata de Fanes, fino a un punto panoramico, dal quale potrete ammirarla. Da qui in poi aumenta il livello di difficoltà: dietro al belvedere dovrete scendere per uno scosceso canalino fino all’alveo del torrente e poi risalitelo, fino a quando troverete una spaccatura nella roccia, che vi condurrà, con qualche passaggio più tecnico, sotto la cascata ghiacciata. Superata la galleria, procedete fino a una cengia esposta, ma protetta da una corda metallica, che vi porterà dalla parte opposta della gola, dove potrete ammirare il paesaggio e riposarvi sulla panca con tavolo. La strada del rientro segue il percorso che scende dalla val di Fanes, fino a collegarsi in località Pia de Loa con il sentiero iniziale.

Equipaggiamento: normale dotazione escursionistica da neve e da via ferrata.
Note: sentiero ghiacciato, probabili cadute di ghiaccio.

Il castello di Podestagno (Durata: 2 h; livello: facile)

Per raggiungere l’inizio del percorso che vi condurrà con le racchette da neve al castello di Podestagno, prendete la SS 51 di Alemagna in direzione Dobbiaco e a 6 km da Cortina d’Ampezzo, troverete un parcheggio nei pressi del ponte Felizon. In corrispondenza del grande cartello del parco naturale delle Dolomiti d’Ampezzo, avviatevi verso la strada in salita, superate le cascate di ghiaccio che scendono fino al rio Felizon, fino ad arrivare al prato della baita Prà del Castel. Seguendo le indicazioni sugli alberi, raggiungete la cima del roccione, facendo attenzione a un breve passaggio poca prima della sommità. Da qui, dove un tempo sorgeva il castello di Podestagno, potrete ammirare il monte Pelmo e il Becco di Mezzodì. Per il ritorno seguite le indicazioni per ponte Felizon, e poi da qui proseguite fino al parcheggio.

Equipaggiamento: normale dotazione escursionistica da neve.
Note: nessuna.

Le Cinque Torri (Durata: 2,30 – 3 h; livello: medio)

Le Cinque Torri, il giardino di guglie e rocce dei cortinesi, è un itinerario classico e incantevole, che potrete intraprendere prendendo la seggiovia delle Cinque Torri, che vi accompagnerà fino al Rif. Scoiattoli a 2260 metrti s.l.m. Da qui continuate a sinistra verso la Torre Inglese, superate la galleria costituita dalla Torre Quarta Alta  e dalla Torre Quarta Bassa, e vi ritroverete tra le rocce, formatesi con la frana del monte Averau. Superate le Torri e proseguite in direzione est fino al Rif. Cinque Torri, dal quale potrete imboccare il sentiero in discesa per 300 m fino alla segnaletica dell’itinerario 439 per Cian Zopè, che vi condurrà fino alla strada del passo Falzarego, oltrepassando la Boa di Cinque Torri e un bosco. Dalla strada del passo potrete raggiungere il parcheggio di Col Gallina con un bus gratuito che passa ogni 30 minuti.

Equipaggiamento: normale dotazione escursionistica da neve.
Note: nessuna. Potrete intraprendere il percorso anche in caso di nevicate.

Il giro del monte Piana (Durata: 3 – 3,30 h; livello: medio)

Il giro del monte Piana inizia dal Rif. Bosi, raggiungibile con una motoslitta taxi dal lago d’Antorno, per proseguire verso la chiesetta, eretta in onore dei caduti della prima guerra mondiale. Continuate a camminare fino all’altopiano del monte Piana, teatro di battaglie tra austriaci e italiani, attualmente museo a cielo aperto. Raggiunto il monumento a forma di piramide dedicato al poeta Giosuè Carducci, potrete ammirare le Tre Cime di Lavaredo. Al ritorno discendete fino alla Forcella dei Castrati, per poi raggiungere il Rif. Bosi, dal quale potrete tornare al lago d’Antorno in motoslitta o con slittini a noleggio

Equipaggiamento: normale dotazione escursionistica da neve.
Note: Attenzione ai buchi e alle trincee coperti dalla neve.

Ra Gusela (Durata: 3,30 – 4 h; livello: medio)

La Ra Gusela, una delle pareti più belle e più difficili della zona di Cortina d’Ampezzo, è raggiungibile dal passo Giau, scendendo verso Selva di Cadore e Colle Santa Lucia, fino alla seggiovia di Fedare (2000 m) che vi accompagnerà al rifugio Averau, alla Forcella Nuvolau (2413 m). Da qui proseguite lungo la pista da sci che porta alle Cinque Torri e quando sarete nei pressi della seggiovia Potor, abbandonate il percorso sciistico e continuate verso sud-est. Ciaspolerete sotto il costone roccioso del monte Nuvolau e percorrerete l’altopiano, in lieve salita, fino alla Ra Gusela, il cui ultimo tratto, per raggiungere la Madonnina posta sulla cima (2595 m), vi metterà alla prova con serpentine e un breve tratto in cresta, con cornici. Al ritorno potrete seguire le orme dell’andata.

Equipaggiamento: normale dotazione escursionistica da neve.
Note: da effettuare solo con manto nevoso assestato .

Percorsi con le racchette da neve tra le Dolomiti del Friuli – Venezia – Giulia

Anello di Casera Cregnedûl (Livello: difficile – E3)

L’anello di Casera Cregnedûl si trova nella zona di Chiusaforte ed è raggiungibile attraversando la val Raccolana fino a Sella Nevea, dove potrete posteggiare nel parcheggio ubicato nelle vicinanze della caserma della Guardia di Finanza. Da qui imboccherete la strada forestale che attraversa il bosco in salita, superando due tornanti. Proseguite, evitando il ripido sentiero estivo, e affrontato un lungo tornante verso destra, troverete un percorso che vi condurrà sui prati sotto alla Casera Cregnedûl di Sopra. Continuate verso ovest fino alle Casere Larice, poi abbandonate la strada forestale, scendete lungo i prati, alla sinistra dei quali troverete una mulattiera, che seguirete in discesa, superando casera Barboz, e a circa 1200 metri s.l.m., vi attende la strada forestale che vi porterà al parcheggio.

Equipaggiamento: normale dotazione escursionistica da neve e kit ARVA pala - sonda.
Note: Dalle Casere Larice potrete scegliere di proseguire verso i Piani del Montasio e il rifugio Di Brazzà, per poi tornare a Sella Nevea lungo la strada rotabile.

Casera Bordaglia di Sotto (Livello: escursione impegnativa – E2)

Se desiderate ciaspolare lungo il percorso Casera Bordaglia di Sotto, raggiungete Forni Avoltri, nei pressi di Tolmezzo e superato il ponte sul torrente Degano, svoltate a destra verso Pierabech fino ad arrivare al Piano della Guerra. Da qui, di fronte alle colonie, seguite il sentiero n. 141, che vi condurrà al torrente Degano. Attraversate il corso d’acqua, risalite il versante opposto e troverete una strada forestale, che vi porterà in salita nella valle del rio Bordaglia, superando l’itinerario per la Casera Ombladêt, a 1425 metri s.l.m. e sulla destra, fino ad arrivare nelle vicinanze dell’alpeggio della casera.

Equipaggiamento: normale dotazione escursionistica da neve e kit ARVA pala - sonda.
Note: Se volete proseguire verso la Casera Bordaglia di Sopra, affronterete un’escursione alpina impegnativa, che richiede un manto nevoso stabile.

Casera Malins (Livello: escursione impegnativa – E2)

Per arrivare con le racchette da neve alla Casera Malins, dirigetevi da Tolmezzo verso la SS 355, superate il paese di Ovaro e poi girate a sinistra in val Pesarina, fino a giungere a Pradibosco, dove potrete lasciare l’auto nelle immediate vicinanze della stazione a valle dello skilift. Da qui imboccate la strada forestale che scende al torrente Ongara, passate oltre il ponte e proseguite in discesa fino a un incrocio, dove dovrete svoltare a destra e salire fino al rio Malins, scegliendo tra uno dei percorsi forestali che lo costeggiano, fino ad arrivare a delle alte briglie. Da qui aumenta il livello di difficoltà e si sale attraversando più volte il corso d’acqua tra sbarramenti e guadi. Poi dovrete affrontare i tornanti del sentiero per ascendere il versante del monte Malins, aggirandolo fino ad attraversare un’ultima volta il rio Malins, ora ghiacciato, e uscendo sui pascoli non lontano dalla Casera Malins.

Equipaggiamento: normale dotazione escursionistica da neve e kit ARVA pala - sonda.
Note: Potrete proseguire verso Casera Vinadia o Casera Festòns, ma solo se il manto nevoso è stabilizzato.

Monte Acomizza (Livello: difficile – E3)

L’escursione al monte Acomizza è lunga e difficoltosa, poiché è costituita da diverse destinazioni, come la val Bartolo, con le baite; la Sella di Bartolo, inserita nel bosco; l’alpeggio dell’Achomitzer Alm e la cima dell’Acomizza, che offre un incantevole paesaggio sulle Alpi Giulie. Se siete sportivi e allenati potrete raggiungere tutte le mete, mentre se cercate qualcosa di più rilassante, potrete completare una tappa o due e poi fermarvi. Nei pressi di Camporosso, a poca distanza da Tarvisio, abbandonate la SS13, per proseguire verso la stazione ferroviaria e quindi all’entrata della val Bartolo, dove imboccherete la strada forestale che attraversa il fondovalle, asserragliata tra alte pareti rocciose. Dopo circa 3 km, la valle si apre e compaiono le caratteristiche abitazioni locali. Proseguite per altri 4 km, dopo i quali la strada diventa un po’ più ripida, e superato un tornante si arriva alla Sella di Bartolo. Valicate il passo e scendete sul versante austriaco, dove imboccherete una strada forestale verso sinistra, con molti tornanti, che sale fino alla Achomitzer Alm. Solo con condizioni di neve stabile, si sale direttamente lungo la spalla di confine, dal villaggio alla vetta.

Equipaggiamento: normale dotazione escursionistica da neve e kit ARVA pala - sonda.
Note: Dalla Achomitzer Alm è possibile scendere in val Filza fino alla rotabile della valle di Ugovizza, quindi risalire alla sella di Vuom e raggiungere Camporosso, compiendo così un lungo anello.

Traversata dalla val Avanza alla val Sesis (Durata: salita 4 h, discesa 2 h; livello: difficile)

Se volete intraprendere la traversata dalla val Avanza alla val Sesis, da Tolmezzo proseguite in direzione Sappada fino a superare il centro abitato di Forni Avoltri. Dopo il ponte sul torrente Degano, abbandonate la statale e percorrete la valle di Fleons fino a Pierabech. Da qui, prima di passare il rio Avanza, prendete il sentiero forestale n.168A che sale nel bosco fino a un bivio a 1190 metri s.l.m. , per continuare lungo la pista di destra, lasciando il sentiero n. 168A. Superate il rio Avoltruzzo e il versante del Filone di Avoltruzzo fino ad arrivare al ponte sul rio Avanza. Poi non seguite il percorso scosceso verso Casera Avanza, ma continuate nel fondovalle, mantenendo prima la sinistra del fiume, e una volta attraversato il corso d’acqua, risalite la sponda opposta. A 1550 metri s.l.m. uscite dal bosco e continuate fino alla Casera di Casa Vecchia attraverso dei prati. Attraversate il passo Avanza e in una decina di minuti vi ritroverete sulla rotabile della val Sesis che vi condurrà al paese di Cima Sappada.

Equipaggiamento: normale dotazione escursionistica da neve.
Note: Dalla strada rotabile della val Sesis, invece che recarvi subito verso Cima Sappada, potrete arrivare in 30 minuti al rifugio Sorgenti del Piave.

Percorsi con le racchette da neve tra le Dolomiti del Trentino

Zona parco di Paneveggio (Durata: 4 – 5 h; livello: facile)

L’itinerario con le racchette da neve nel parco di Paneveggio è raggiungibile dalla strada che collega Predazzo al passo Rolle. A 1630 metri s.l.m., in prossimità di un tornante, imboccate il sentiero forestale verso destra che conduce a malga Colbricon: esplorerete una delle zone più belle del parco naturale e passerete per il noto bosco dei violini, dopo il quale, raggiungerete e supererete la malga. Proseguite in direzione est e scendete verso il fondo di una valletta, sormontata dal Colbricon Grande. Proseguite verso est fino al passo di Colbricon e per arrivare al rifugio Colbricon, chiuso in inverno, dovrete, a seconda delle condizioni del lago, superarlo o aggirarlo sulla destra. Al ritorno avrete due opzioni: potrete scegliere di tornare indietro sui vostri passi oppure potrete ciaspolare verso nord ovest e seguendo le indicazioni per malga Rolle e passo Rolle, in un’ora vi ritroverete sulla statale del passo Rolle, e poi, per raggiungere il posto in cui avete posteggiato, dovrete percorrere a ritroso la strada per circa 2 km.

Equipaggiamento: normale dotazione escursionistica da neve.
Note: nessuna.

Milegna – Ritort (Durata: 2 h; livello: facile)

Il percorso con le racchette da neve Milegna – Ritort è raggiungibile dalla località Fratè, sulla statale che collega Sant’Antonio di Mavignola e Madonna di Campiglio, dove troverete un parcheggio, dal quale parte la strada forestale che sale in direzione est, sud – est. La strada finisce nei pressi di un prato, con alberi nel mezzo e un edificio a nord, in località Milegna. Superata la struttura, avanzate verso nord tra campi e boschi, lasciatevi alle spalle una piccola valletta che divide il prato di Milegna da quello di malga Ritort e risalite il prato di fronte. Arriverete a malga Ritort, dove vi attende un maestoso panorama sulle Dolomiti del Brenta. Per il ritorno ripercorrete le orme dell’andata.

Equipaggiamento: normale dotazione escursionistica da neve.
Note: nessuna.

Malga Rosa (Durata: 2 h; livello: facile)

Per raggiungere il punto di partenza dell’escursione con le ciaspole verso malga Rosa, dovrete arrivare nel centro abitato di Villa Rendena, e di fronte alla chiesa, provenendo da Tione di Trento, svoltate a sinistra, entrate nel paese e seguite le indicazioni per Pafsang. Superato quest’ultimo, proseguite verso la malga fino al divieto di transito in località Groppe de Fora, dove potrete imboccare la strada forestale verso sud in lieve salita. Proseguite fino a un bivio con sentiero che scende a sinistra e inverte la direzione verso nord con un tornante a destra. Poi affronterete un'altra salita, non troppo impegnativa, che vi condurrà al grande pascolo della malga Rosa, non ancora individuabile. Da qui svoltate a sinistra, continuate per 100 m, poi lasciate il sentiero e risalite il prato a monte dell’edificio in legno, fino ad arrivare a malga Rosa, dalla quale potrete ammirare uno splendido paesaggio sulla val Rendena e sulle Dolomiti di Brenta. Tornate indietro sui passi dell’andata.

Equipaggiamento: normale dotazione escursionistica da neve.
Note: nessuna.

Zona Bellamonte (Durata: 3-4 h; livello: medio-facile)

L’escursione con le racchette da neve nella zona di Bellamonte, inizia nella località sciistica di Castelir, raggiungibile da Predazzo seguendo la strada verso il passo Rolle. Superate Bellamonte, svoltate a sinistra e seguite le indicazioni per il paese dal quale parte la strada forestale che vi porterà a malga Canvere. Nel primo tratto dell’itinerario troverete un po’ di confusione, creata dalla vicinanza alle piste da sci. Poi avanzerete tra boschi e baite, nel silenzio e nella pace che solo la montagna può offrire. La salita è costante, ma poco impegnativa e con un minimo sforzo potrete godere del panorama sulle Pale di San Martino. Il rientro segue a ritroso i passi dell’andata.

Equipaggiamento: normale dotazione escursionistica da neve.
Note: Il tragitto è percorribile anche dopo forti nevicate.

Percorsi con le racchette da neve tra le Dolomiti dell’Alto Adige

Dal lago di Carezza a Obereggen (Durata:2,30 h; livello: facile)

Al sentiero per ciaspolare, dal lago di Carezza a Obereggen, si accede dalla val d’Ega in direzione passo Costalunga, lasciando l’auto nel parcheggio del lago di Carezza. Da qui scendete per 350 m lungo la strada verso Bolzano, fino a quando troverete sulla sinistra il sentiero 8, chiamato anche Templweg, che indica Geigerhof o Geirerhof. Camminerete per circa un’ora su un sentiero quasi sempre pianeggiante che vi porterà ai prati della Kölbstall. Proseguite sul sentiero n. 8 e dopo 10 minuti di moderata salita, arriverete su una montagnola, dopo la quale continuerete fino al Bewallerhof (solo pensione) in direzione sud – ovest. Parallelo alla strada carrozzabile, vi attende il sentiero n. 9, che vi guiderà alla Sella di Obereggen, che dista circa 200 m dall’area sciistica di Obereggen. Tornate al parcheggio del lago di Carezza percorrendo la strada dell’andata oppure da Obereggen troverete mezzi pubblici per raggiungere Bolzano.

Equipaggiamento: normale dotazione escursionistica da neve.
Note: nessuna.

Pala di Santa (Durata: 5 h; livello: medio)

Per arrivare sulla vetta della Pala di Santa, posteggiate l’auto nel parcheggio del passo di Lavazè, tra la val d’Ega e la val di Fiemme. Da qui percorrete la strada per circa 200 metri verso Bolzano, fino a imbattervi nel sentiero n. 9, in direzione est, nei pressi del cartello di passo Pampeago. Ciaspolerete, sormontati dal versante nord della Pala di Santa, prima su un prato, poi in un bosco. Dopo una salita facile, scenderete con una pendenza moderata lungo un declivio boschivo. Avanzate con le racchette da neve per un’ora, sempre sul sentiero n. 9, e dopo un quarto d’ora di salita arriverete al passo Pampeago. Poi proseguite verso destra e oltrepassato un bosco di cirmolo, giungerete sulla pista da sci che scende dalla Pala di Santa: risalitela mantenendo il lato destro. Raggiunta la stazione a monte dello skilift, procedete per altri 20 minuti fino alla croce in legno posta sulla vetta. Al ritorno seguite le orme dell’andata.

Equipaggiamento: normale dotazione escursionistica da neve.
Note: nessuna.

Col di Rasciesa (Livello: facile)

L’escursione con le ciaspole al Col di Rasciesa è un percorso circolare, che inizia presso la stazione di arrivo della seggiovia del Rasciesa, in partenza dal cuore di Ortisei, per continuare verso le creste del Rasciesa e poi scendere verso la chiesetta e il rifugio. Infine potrete fare ritorno. Iniziate la ciaspolata seguendo il sentiero 35 verso malga Brogles e poi svoltate a sinistra, percorrendo la strada forestale 31 verso il Col di Rasciesa. Continuate verso la croce del monte Rasciesa e apprezzate il paesaggio dominato dal gruppo delle Odle, dallo Sciliar e dal Sassolungo. Scendete verso la chiesetta, oltrepassate il rifugio Rasciesa e dirigetevi verso la seggiovia, al punto di partenza.

Equipaggiamento: normale dotazione escursionistica da neve.
Note: nessuna.

Steinermandl presso Spinga (Durata: 4-5 h; livello: facile-medio)

Per arrivare con le racchette da neve sulla cima dello Steinermandl, raggiungete il parcheggio collocato vicino alla croce che sovrasta e protegge Spinga, paese della valle Isarco. Da qui imboccate la strada 9, in direzione Anratterhütte, superate un bosco di abeti rossi e il ponte Uiz, per poi svoltare verso nord – ovest lungo un sentiero che segnala Villa Defregger, Altes Karl, Steinermandl. Avanzate lungo il percorso tra prati e malghe, fino a Hochkasern. Poi salite fino allo spiazzo con l’edicola di Tonich, dopo la quale scenderete sul pendio orientale del monte Campo Quaira/Altes Karl fino al pianoro di Jöchlboden a 1980 metri s.l.m., dove potrete soffermarvi sulla panchina, ubicata nei pressi di un’altra edicola, dedicata a Sant’Uberto, patrono dei cacciatori. Solo 20 minuti di ciaspolata vi separano dalla cima dello Steinermandl con la sua croce e lo splendido panorama. Al ritorno potrete scegliere tra due opzioni: se prendete la direzione nord, in 30 minuti arriverete alla Anratterhütte, nel comprensorio sciistico Jochtal e potrete tornare al punto di partenza, lungo la pista da slittino; se preferite sfuggire alla confusione dell’area sciistica, scendete lungo la dorsale sul lato sinistro di una valletta, che vi condurrà sul sentiero che in due ore vi riporterà alla croce che domina Spinga.

Equipaggiamento: normale dotazione escursionistica da neve.
Note: nessuna.

Cima Lasta (Durata: 5–6 h; livello: facile)

L’escursione con le ciaspole alla Cima Lasta ha inizio nel parcheggio a pagamento di Zumis, raggiungibile da Rio Pusteria, dopo aver oltrepassato Rodengo e San Benedetto/Nauders. Da qui intraprenderete la pista di fondo, in estate strada forestale per l’Alpe di Rodengo, solo per un breve tratto, dopo il quale svolterete a sinistra e vi inoltrerete lungo il sentiero 2, superando la Roner Hütte e una cappella. Dopo un’ora e mezza arriverete alla Starkenfeldhütte e dopo 30 minuti a un alpeggio, superato il quale potrete raggiungere la vetta di Cima Lasta, da dove potrete ammirare la conca di Brunico, le Alpi Aurine e il Sass de Putia. Scendete verso sud per 100 m fino a incrociare una strada proveniente dallo Jakobstöckl che ritorna all’alpeggio e alla Starkenfeldhütte. Proseguite verso nord e giungerete alla Rastner Hütte, da dove riprenderete la strada dell’andata.

Equipaggiamento: normale dotazione escursionistica da neve.
Note: Se al ritorno non volete ripercorrere la strada già fatta, quando arriverete alla Rastner Hütte, potrete imboccare un sentiero che procede rasente al bosco fino alla Roner Hütte e al posteggio.

Questi percorsi con le racchette da neve rappresentano solo una piccola parte del patrimonio escursionistico racchiuso tra le Dolomiti dell’Alto Adige, del Veneto, del Trentino e del Friuli – Venezia – Giulia.

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