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IL PARCO NATURALE FANES - SENNES - BRAIES
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La fauna
La ricchezza della flora attirò la fauna, dall'insetto fino ai grandi animali, e per la loro interazione si formarono gli elevati alpeggi delle Dolomiti, nella zona quelli di Fanes, Fodara Vedla e Sennes. FOTO Anche se il turismo di massa e la costruzione di molte strade forestali hanno in certe zone disturbato un po' l'habitat naturale di alcuni animali, disponiamo fortunatamente ancora di zone pressoché intatte: di laghi e ruscelli puliti, di tranquilli boschi di conifere con un buon sottobosco, di valli appartate ed ancora poco frequentate, di vaste estensioni prative e di zone montuose poco accessibili. Con le diverse fasce d'altezza della vegetazione dal bosco montano ricco di abeti, larici, pini e cirmoli alla fascia alpina priva di alberi ad alto fusto e coperta di pascoli e prati rasi per finire con i nudi ghiaioni, con i dirupi e le pareti strapiombanti, anche la fauna presenta una eccezionale varietà di specie animali, tipiche delle zone alpine e subalpine. FOTO Mentre gli ultimi lupi e orsi bruni scomparvero definitivamente dai nostri boschi già da oltre un secolo, il maestoso cervo, il selvatico di maggiori dimensioni che vive nella foresta, è in forte ripresa. Molte specie selvatiche, specialmente nelle zone in cui la moderna “civiltà del benessere” non ha ancora alterato il loro ecosistema e dove maggiore è il rispetto dell'uomo verso di esse, vivono in condizioni di vita ancora naturali. Sia al fondovalle che nel bosco in quota abbonda il capriolo, mentre nella fascia altitudinale in cui larice e cembro cedono il posto al pino mugo pascola il camoscio, simbolo di agilità e di potenza ed autentico re delle rocce. FOTO Per quanto riguarda i camosci la zona è indubbiamente una delle migliori della provincia, grazie anche ad un severo e regolato sistema di caccia. Da qualche decennio nella zona della Croda del Becco e della Croda Rossa possiamo ammirare lo stambecco, anche se in numero ancora piuttosto limitato. La caccia a questo maestoso animale, tipico rappresentante del Parco Nazionale del Gran Paradiso, è rigorosamente vietata. Da tempo immemorabile sono famose le marmotte che vivono sull'Alpe di Fanes come pure a Fodara Vedla e a Sennes. Questi simpatici roditori trascorrono quasi sette mesi dell'anno in profondo letargo sotto terra consumando il grasso accumulato durante i mesi estivi. In caso di imminente pericolo la marmotta avverte le loro compagne con un fischio acuto. FOTO Al Sas dai Tamersc, a Furcia dai Fers e nelle Conturines nidifica l'aquila reale, il volatile più grande (apertura d'ali che supera i due metri) che vive nel nostro parco naturale. Questo predatore si nutre prevalentemente di animali deboli e malaticci, ma anche di carogne e per la sua utilità non può essere cacciato. Con un po' di fortuna possiamo vedere volteggiare l'aquila reale nei cieli dei gruppi montuosi più alti. Tra l'avifauna di alta montagna possiamo inoltre vantare gallo forcello o fagiano di monte e la pernice bianca mentre il gallo cedrone sceglie le sue arene di corteggiamento nelle aree più boscose. FOTO Molto frequente è il gracchio che nidifica preferibilmente nei circhi rocciosi ad alte quote e si confida facilmente con gli alpinisti ed escursionisti che giungono in vetta. Con condizioni atmosferiche avverse scendono numerosi fino in paese. Bene rappresentati in tutto il territorio sono pure la lepre, la volpe, lo scoiattolo, la martora e il tasso. La lepre alpina e l’ermellino assumono in inverno un manto candido come la neve che li rende meno vulnerabili nei confronti dei predatori. FOTO Abbastanza consistente è il patrimonio ittico nei torrenti nei laghetti alpini non ancora inquinati e quello delle specie anfibie nelle zone umide e paludose (la rana, il rospo, la salamandra). Tra i vari rettili l'unico che può rappresentare un certo pericolo per l'escursionista è la vipera comune; ci vuole però molta imprudenza o molta sfortuna per farsi mordere. Ricchissimo, infine, è il mondo degli insetti, campo di ricerca sempre aperto.








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