
IL PARCO NATURALE
FANES - SENNES - BRAIES

Orogenesi e aspetti geologici
Il territorio del parco naturale appartiene completamente alle Dolomiti, montagne uniche al mondo;
di fronte a tanta bellezza non c'č che da stupirsi. In tutta la loro maestā si ergono all'improvviso rupi
grigie e giallastre sfoggiando la loro mole impressionante e prepotente.
In tutto l'arco alpino non
esistono altre montagne, le cui pareti si innalzino con tale spietata verticalitā. Questi giganteschi
massicci rocciosi sembrano personificare l'eternitā immutabile, eppure si sgretolano; la loro ruvida
superficie tradisce la lenta trasformazione.
Di fronte allo spettacolo impressionante delle Dolomiti ci chiediamo spesso come e quando ebbero
origine queste meravigliose montagne. La loro è una vicenda davvero affascinante che abbraccia un
arco di tempo di oltre 200 milioni di anni. Nelle tiepide acque del Mare della Tetide, di cui e ancora
rimasto il Mare Mediterraneo, si svilupparono miriadi di minuscoli organismi, il cui lavorio diede
forma alle fantastiche architetture dolomitiche. Fra di loro abbandonavano molluschi secernenti
calcio che costruivano barriere coralline.
In milioni e milioni di anni si accumularono così sul fondo
marino potenti depositi calcarei. Circa 200 milioni di anni fa, a causa dell'impatto del continente
africano con quello europeo, avvenne l'orogenesi delleAlpi. Forze ingenti sollevarono gli immani
sedimenti calcarei creando cosi le Dolomiti. In effetti tale innalzamento non è ancora ultimato; solo
che noi siamo troppo piccoli per avvertire un lento processo che dura milioni di anni. Le rocce furono
esposte a tutte le intemperie come pure alle glaciazioni.Le forme bizzarre dei Monti Pallidi si
devono principalmente ai fenomeni dell'erosione progressiva. Fra i calcari di varia composizione
predomina la dolomia che è meno solubile in acqua.
Soprattutto ad essa si devono le caratteristiche
dello straordinario paesaggio dolomitico. Il nucleo essenziale del parco naturale è costituito da
imponenti formazioni di dolomia principale a stratificazione ben strutturata. Localmente sono
riscontrabili anche resti di rocce più giovani, cioè calcari e marne del Cretaceo, nonchè conglomerati
vari.La zona protetta costituisce una sinclinale decorrente condirezione NO-SE, con margini a
palizzata o a muraglia, chiaramente sollevati (particolarmente tipici nella zona del Sas dla Crusc).
Tale sinclinale si presenta spezzata in blocchi da linee di disturbo. Accanto alle linee di frattura si
presentano, come conseguenza, fenomeni di compressione, tratti di imponenti corrugamenti ed
espansioni di piastre.
Tutte le rocce della zona del parco naturale si sono formate in immersione
marina, alcune di esse con la determinante partecipazione di organismi marini.I testimoni più
plausibili che troviamo ancora oggi un po' dappertutto e che ci hanno aiutato a svelare i segreti di un
passato così lontano sono i fossili. Così troviamo conchiglie e chiocciole negli strati di Werfen
(Claraia Clarai), gasteropodi e lamellibranchi negli strati di San Cassiano (Megalodon),diverse forme
rare negli strati di Raibl, ammoniti di varia grandezza nelle marne del Cretaceo. Del panorama
geologico del parco naturale fanno pure parte le rocce vulcaniche, tufi, arenarie, marne e
calcarimarnosi della zona marginale che gravita su La Valle e sulla Val Badia.
Ma il fenomeno di
maggior interesse e più tipico del parco è quello del carsismo.
Esso interessa quasi esclusivamente i
calcari facilmente solubili degli altipiani di Fanes,Senes e Fosses e, solo in misura subordinata, la
dolomia principale. Particolare diffusione hanno le superfici rocciose solcate da canali e fenditure,
caratteristiche forme di erosione carsica. Inghiottitoi, doline, pozzi sono la testimonianza di un antico
sistema di prosciugamento superficiale. Molte forme carsiche esistenti risalgono, come origine, ad
epoche preglaciali: esse recano spesso i segni della successiva azione glaciale. La forte azione
dilatatrice del ghiaccio rimane il fattore determinante delle attuali forme montane.
Ai piedi delle
strapiombanti pareti si ammassarono cosi vasti ghiaioni, ricchi di grossi macigni, determinando un
paesaggio aspro, movimentato, difficilmente percorribile. Le tanto rinomate Dolomiti occupano
indubbiamente una delle parti più belle e interessanti delle Alpi. I primi studiosi e gli appassionati
della natura che giunsero da queste parti, attratti dal fascino di questo stupendo scenario, non erano
ancora a conoscenza delle cause di questo fenomeno geologico. Il nome di DOLOMITI nacque
appena due secoli fa in onore al geologo francese Deodat de Dolomieu che per primo fece analizzare
questa pietra calcarea per stabilirne la sua formula chimica: bicarbonato di calcio e magnesio.

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